Adieu

5 marzo 2009

«Un uomo che chiami tutto con il proprio nome, difficilmente riuscirebbe a camminare per strada senza essere abbattuto in quanto nemico della comunità.»

Lord Halifax

«Non so chi sia questo Zorro.»

Don Diego Vega

P. s.: il progetto “pussyveronique85″ continuerà, grazie ad altri autori, presso un altro indirizzo che sarà presto reso disponibile e che erediterà il materiale che sarà ritenuto valido.

E’ tempo di bilanci

26 febbraio 2009

Diecimila visite. Una cifra modica, certo. Ma che permette di trarre qualche rilievo sociologico sulla natura degli interessi dei lettori di questo blog.

Ecco quali parole sono state digitate sui motori di ricerca per accedere a questo sito. Funziona così: un piccolo screen dalla pagina delle statistiche di WordPress, poi un mio commento. Ridete o libero le api.

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Un dominio di primo livello non ancora disponibile, secondo l’ICANN

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Stavo appunto per aprire l’associazione feticisti anonimi, ma poi ho scoperto che c’è già, a questo indirizzo

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Belen Rodriguez che ha finito la coca

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Lo sanno tutti che le vegetariane sono le più zozze

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Il fatto che la parola “cazzo” sia sempre scritta senza errori grammaticali la dice lunga sulle priorità della nostra specie

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E’ la storia della mia vita. Comunque posso metterti a contatto con uno specialista: Rocco Buttiglione

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Una favoletta meno credibile di quella del tipo che muore per tre giorni e poi risorge

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Non mi aspettavo tanta volgarità da una suora Orsolina. E poi cos’è tutto quest’astio? Porga l’altra guancia, sorella

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E’ il titolo di un Renoir dell’inizio del secolo scorso. Olio su tela

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Sono questi i dilemmi che affliggono i prodiani. Comunque la soluzione è semplicissima: dopo l’operazione, se sbagli la cura ormonale i peli ti crescono all’interno

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Propendo per un’interpretazione letterale

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Questa è una delle ricerche più eseguite. Si vede che nell’hinterland i commercialisti hanno finito le rumene

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Ha più o meno lo stesso sapore dell’apostrofo rosa tra le parole “T’amo”

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Può essere arduo, a seconda delle dimensioni del cazzo e/o, ovviamente, della fessura

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Se sai già che è vergine, perché farle un esame rettale?

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La doppia “g” indica desiderio di magnificenza

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L’autore di questa ricerca ci tiene a precisare che “era gay/ ma ora sta con lei”

(Comunque, visto l’andazzo, voglio anch’io lasciare su internet il mio testamento biologico.

Se mi ammazzano, aprite la mia cassetta di sicurezza 5702 presso la sede centrale dello IOR a Roma e mandate tutto il contenuto all’Espresso. Lì dentro tengo i risultati scottanti delle ricerche di tutta una vita sui più importanti misteri d’Italia, dal sequestro Moro alla strage dell’Italicus, dal diario di Borsellino ai segreti mancanti di Fatima. Esatto, i segreti mancanti di Fatima. Cos’è, pensavate che ce ne fossero solo tre? Ingenui. I segreti sono più di duecento e sono contenuti in manoscritto in ebraico antico del quale circolano solo pochissime copie. Ne volete un esempio? Ecco uno stralcio da pag. 45 (la traduzione è approssimativa):

[...]

Segreto numero 72

Se fai sesso con una nana, puoi sempre immaginare che lei sia normale e il tuo pene sia gigantesco.

Segreto numero 73

In un rapporto di coppia, il sesso non è importante. Lo è molto di più la temperatura corporea.

Segreto numero 74

(illeggibile)

Segreto numero 75

Si potrebbe risolvere l’effetto serra, se tutti tenessero aperti i propri frigoriferi.

Segreto numero 76

(omissis)

Segreto numero 77

Se prendi degli antidepressivi triclici, non riuscirai più ad avere un orgasmo. Ma questo non ti deprimerà affatto.”

[...]

)

Ah, dimenticavo: grazie a tutti.

(Sì, come se me ne importasse qualcosa. Stronzi.)

Il bianco è nero

4 gennaio 2009

Ci sono tensioni a casa, a Milano. L’altro giorno ho dovuto pestare a sangue il mio coinquilino. L’ho colto di sorpresa, mentre stava dormendo. Sono entrato nella sua stanza a notte fonda. Ho usato una spranga. Ho colpito prima le braccia, con tutta la forza che avevo in corpo. Dovevate vedere la gioiosa deformità dell’espressione del suo viso, al suono delicato del crack dell’avambraccio. Allora ho colpito ancora, più forte. Il sangue ha iniziato a colare solo qualche momento dopo, contemporaneamente allo sbattere dell’acciaio sul suo setto nasale. Mi è dispiaciuto. Non volevo colpirlo in faccia, ma d’altra parte è stato lui a girarsi. Ho fatto una pausa: ansimavo. Lui si è trascinato giù dal letto. Gemeva. Con un conato, ha rigettato sugo rosso insieme a qualche spaghetto. L’ho osservato ancora. Inerme, ma vivo. Ho dato l’ultimo colpo, mirando al femore destro.

Come? Guardate che se l’era meritata. Erano due anni che andava avanti la stessa storia. Spintoni, insulti. Schiaffi, quando mi avvicinavo troppo. Incredibile cosa non avrebbe fatto per liberarsi dalla stanza in cui, due anni prima, l’avevo incatenato. Però che nerbo, eh? Ancora vivo dopo due anni senza cibo, medicine, acqua, e ancora con così tanta energia in corpo per lottare. Il ragazzo aveva scavato dei tunnel tra la stanza e l’appartamento del vicino, dai quali arrivava un briciolo dell’indispensabile. Ho ovviamente chiuso il foro, prima di lasciare il suo bugigattolo e tornare in salotto.

Ehi! Ho dovuto rinchiuderlo. Era l’unica soluzione. Non potevo stare a guardare. Aveva cambiato la vecchia madia, sostituendola con quella che gli avevo regalato io diversi anni prima. Aveva cambiato un mobile in camera sua, senza neanche consultarmi! Eppure sapeva che la madia che gli avevo regalato non mi piaceva affatto. Gliel’avevo detto. Gliel’avevo ridetto. Ma lui se n’è fregato. Se l’è cercata. E così l’ho chiuso dentro camera sua, in attesa di un suo ravvedimento.

Avrei potuto lasciarlo lì a morire di fame, ma i vicini avevano iniziato a protestare. E’ ingiusto, dicevano. Anche in strada, nel quartiere, la gente aveva iniziato a mormorare. La situazione era instabile e, soprattutto, non si decideva a cambiare il cazzo di mobile. Ed è così che ho comperato la spranga.

Per alcuni giorni, dopo il pestaggio, lo ammetto, ho avuto qualche senso di colpa. Insomma, io e lui in fondo siamo sempre coinquilini. Per superare il rimorso mi mancava – come spiegare? – un significante sintetico, utilizzabile magari anche in un’eventuale futuro processo; un termine, una locuzione, che descrivesse quello che era avvenuto, troncando il mio temporaneo smarrimento etico.

La soluzione al mio cercare l’ho mutuata dall’ebraico moderno, e consta di due parole: “reazione proporzionata“.

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Il giorno dopo il 24 aprile

25 aprile 2008

Ogni anno, puntualmente, il tempo fa il suo giro. E’ inevitabile. E ogni anno, puntualmente, arriva, dopo marzo, aprile. E dopo il primo di aprile, il due, il tre, e così via. Fino al 24. Puntualmente.

Ma durante aprile, evidentemente, succede qualcosa. Sarà l’aria di primavera, un ritorno di virilità dannunziana soppressa durante tutto l’anno, sarà la nostalgia. Ma, puntualmente, ogni anno è la stessa storia. Dopo, il 24, arriva il 25.

- Hai saputo? Quest’anno c’è il 25 aprile! – Wow! Davvero? Non si salta direttamente al 26 come l’anno scorso? – No.

Bisognerebbe farsene una ragione, ma evidentemente, qualcuno fa fatica mandar giù quelle ventiquattro ore. E per “qualcuno” intendo “i soliti stronzi”. Ed è così che, puntualmente, incomincia il piagnisteo:

- bisogna capire i ragazzi di Salò, poverini

- bisogna ricordare che i partigiani ammazzavano anche loro, cattivelli

- bisogna che il 25 aprile sia la festa di tutti

- bisogna dire che però Mussolini, poverino, è stato appeso a testa in giù

Ed è in giorni come questi che, non so come, mi ritrovo ad ascoltare con particolare piacere la canzone che Diana Ross ha dedicato a Piazzale Loreto.

Devo ammettere che l’argomento è piuttosto spinoso. Anche fra i miei amici, c’è molto disaccordo. Ci sono discussioni furibonde: una parte dei miei amici ritiene che quelli che montano queste polemiche filofasciste siano “stronzi imbecilli”, mentre una buona metà li ritiene “idioti figli di puttana”. Sarebbe ora di comporre queste nostre differenze. Personalmente proporrei “stronzi idioti imbecilli figli di puttana”. Ça va?

Comunque non riesco a capire il problema. Dopo l’8 settembre c’è stata una guerra civile*. C’erano degli italiani che ammazzavano degli altri italiani. A volte capita. Personalmente, preferisco i diritti civili e la democrazia ad un regime dittatoriale cialtronesco che trascina il suo popolo in una guerra mondiale senza speranza, e quindi le mie simpatie vanno verso la parte che ha vinto quella guerra civile. Ma questa è una mia opinione.

Certo è, invece, che le guerre hanno una caratteristica: CI SI AMMAZZA. Proprio così. Muore della gente. Poi qualcuno vince. Anche questo capita. Però poi non è che se perdi ti puoi lamentare. Non volevate che i partigiani vi ammazzassero? Potevate arrendervi.

Poi non si capisce lo scopo di queste lamentele. Volete dei monumenti commemorativi? La risposta è no. Cosa facciamo, il monumento al fascista in una democrazia? Sotto cosa scriviamo? “Bel tentativo”? “Tanto anche se vincevate andava bene lo stesso”? Non tutto è compatibile. Non esiste un “fascismo democratico”, come non esiste un “Malgioglio eterosessuale”. Si chiama ossimoro.

Non può fare la “festa di tutti”, semplicemente perchè quando è nata la Repubblica Italiana non erano tutti d’accordo. Non vi piace la repubblica? Preferite il fascismo? Dovevate combattere meglio.

Quindi, adesso, per favore, basta frignare. Fighette.

* Ovviamente, ben venga la ricerca storica.

Oops! Siete male informati

23 marzo 2008

Alleluia, è Pasqua. Oggi renderò lode a Dio sacrificando un capretto. Lo so, non è molto, ma Isacco proprio non era disponibile. Per questa volta il Magnifico si dovrà accontentare.

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Pasqua: quella festa straordinaria in cui i cristiani di tutto il mondo ringraziano il figlio del proprio Dio, morto per salvare l’umanità. Anche se a me piace di più pensarla come: “Pasqua: quella festa straordinaria in cui i cristiani di tutto il mondo ringraziano il figlio del proprio Dio, morto per salvare anche Massimo Giletti”. Così la giornata prende tutto un altro gusto.

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Pasqua: quella festa straordinaria in cui i cristiani di tutto il mondo ringraziano il figlio del proprio Dio, morto per salvare l’umanità, regalandosi a vicenda degli ellissoidi di cioccolato. Ovviamente il mio sarcasmo è blasfemo, in realtà la Bibbia è piena di riferimenti alle uova di Pasqua. Prendiamo ad esempio il vangelo di San Marco (16: 14-15): “Infine [Gesù, ndr] apparve agli Undici stessi, mentre erano a tavola e li rimproverò per la loro durezza di cuore, perché non avevano creduto a coloro che lo avevano veduto resuscitato. Poi disse loro: «Potrei avere un altro pezzo di cioccolato? Questo fondente è la fine del mondo»”.

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Non so voi, ma io diffido di una religione che dichiara suo profeta reincarnato Steven Seagal. Ah no, scusate, quello è il Buddhismo tibetano. A proposito di Buddhismo. Devo confessare che, nonostante la mia naturale antipatia per i regimi che non garantiscono le libertà civili, la visione di un manganello che sbatte contro il cranio di un monaco buddhista basta da sola a restituirmi allo stesso tempo: 1) il buonumore e 2) la simpatia per i regimi che non garantiscono le libertà civili. Voilà:

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Non va già meglio? No? Volete sapere il perché di tutto questo astio verso i preti tibetani?

Il Tibet*, prima dell’invasione cinese, era uno stato teocratico medievale. Uno. Stato. Teocratico. MEDIEVALE. La situazione durava ancora negli anni ’50, con tutti i piacevoli corollari che comporta il feudalesimo medievale. Per esempio: la servitù della gleba, le punizioni corporali (amputazioni, cavamento degli occhi, taglio della lingua), lo ius primae noctis (vera piacevolezza per le signorine). E con qualche simpatica aggiunta tutta buddhista: il rapimento dei bambini per farne domestici o danzatori o monaci o soldati, lo stupro dei giovani monaci da parte dei più anziani, la pena di morte per congelamento. Perché la dottrina Buddhista impedisce di privare della vita un essere umano, e quindi il lama decretava generosamente che il colpevole fosse “lasciato a Dio” tutta la notte. Solo che la temperatura notturna tibetana va normalmente da 0° a -15°, e a quelle temperature l’intervento di Dio tende ad essere più, come dire, sporadico.

Ora riguardate la foto. Va meglio? No? Allora vuol proprio dire che votate Pdl. Bene, ho una chicca per voi evasori: tra le tasse che i servi della gleba dovevano pagare al proprio padrone (monastero o signore laico che fosse) ce n’era una il cui presupposto era la morte. Cioè: moriva tuo figlio/ padre/ moglie? Dovevi pagare 20 sacchi. Certo, niente di così barbaro come la reintroduzione delle tasse di successione da parte del governo Prodi, ma, converrete, almeno altrettanto sexy.

Non siete ancora convinti? No? Allora il vostro partito è La Destra, e il vostro anticomunismo viscerale e stantio rende la situazione senza speranza. Farò un ultimo tentativo: leggete questo**. Lo so, è in inglese, ma che diamine, è Pasqua! Ce l’avrete un po’ di tempo libero dopo la messa ed il tradizionale linciaggio pasquale di un immigrato rumeno! Come? Non sapete l’inglese? Fanculo, questa gente è davvero senza speranza.

In breve: non venite a raccontarmi che i monaci non se le meritano.

* Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodeterminazione del popolo tibetano. Come non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodeterminazione di tutti popoli: tibetano, palestinese, iracheno, afghano, eccetera. Sì, anche dei popoli che non piacciono alla Santanché.

** In realtà la lettura è consigliata anche alla gente normale.


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